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Calitri

Il centro storico di Calitri si sviluppa lungo le pendici di una collina, in posizione panoramica sul fiume Ofanto, di cui segue la conformazione quasi triangolare che lo ha portato ad essere definito “la Positano dell’irpinia”.

La cittadina irpina, circondata da lussureggianti prati e boschi (tra cui l’area SIC del Bosco di Castiglione), offre spettacoli unici: vicoli, piazzette, slarghi e numerose grotte su cui sorgono gli edifici, molti dei quali gentilizi, risalenti ai secoli XVIII e XIX e dai caratteristici portali d’ingresso e loggette in pietra.

Da quando Calitri è stato inserito tra i “Nine places when you can retire and live like a king”, un importante riconoscimento di prestigio mondiale conferito da International Living, sta ricevendo una notevole attenzione da parte dei media e dei turisti.

 Storia

Le prime tracce della presenza umana nel territorio di Calitri risalgono al Neolitico, cui appartengono alcuni utensili in selce levigata conservati presso il Museo Irpino di Avellino.

Il nome di Calitri deriva dal toponimo greco “Alètrion”, dall’originario “Alètriom” etrusco, che in epoca romana si trasforma in “Aletrium”, poi “Caletrum” e, infine, “Calitri”.

Plinio il Vecchio (23-79 D.C.) elencando le popolazioni irpine, parla della colonia degli Aletrini, dando conferma della presenza di una comunità nella zona dove sorge Calitri. Al tramonto dell’Impero romano, la storia di Calitri è strettamente legata alle diverse sorti che nei secoli vivrà l’ampio feudo di Conza, importante punto strategico del meridione.

Nel periodo medioevale, Calitri è uno dei tanti centri sottoposti all’amministrazione longobarda prima e normanna e sveva poi. Proprio sotto queste due dinastie l’insediamento calitrano conosce un periodo di crescita e prosperità.

Con l’unità d’Italia la storia di Calitri si confonde con quella di tanti altri centri dell’Italia meridionale: brigantaggio, emigrazione, latifondismo baronale, lotte per la spartizione della terra.

Negli anni trenta, ha luogo la completa ristrutturazione della zona del Municipio, con la creazione dell’attuale Piazza della Repubblica e la costruzione degli imponenti muraglioni, per il contenimento delle frane.